Strive rafforza la cassa Bitcoin: altri 1.110 BTC in portafoglio
Strive acquista 1.110 Bitcoin per 81,5 milioni di dollari e porta la tesoreria a 21.356 BTC, finanziando l’operazione con nuove azioni.

Strive ha aggiunto 1.110 Bitcoin alla propria tesoreria, portando il totale a 21.356 BTC dopo una nuova operazione finanziata con emissioni azionarie. L’acquisto, comunicato in un deposito alla Securities and Exchange Commission, conferma la spinta delle società quotate verso bilanci sempre più esposti agli asset digitali. Decrypt ha riportato che Strive ha pagato circa 81,5 milioni di dollari per i nuovi BTC, a un prezzo medio di 73.409 dollari per moneta, includendo commissioni e spese.
Le operazioni sono avvenute tra il 17 e il 21 agosto, facendo salire le disponibilità da 20.246 a 21.356 BTC. Il titolo Strive, quotato al Nasdaq con ticker ASST, ha reagito positivamente alla notizia: Bitcoin Magazine ha indicato un rialzo superiore al 7% nella seduta di lunedì. Sul mercato, BTC scambia a 80.612 dollari, in progresso del 2,05% nelle ultime 24 ore, un contesto che rende più visibile l’effetto contabile delle strategie di accumulo.
La società ha finanziato l’operazione tramite collocamenti at-the-market di azioni ordinarie ASST e di strumenti privilegiati perpetui SATA. Secondo Decrypt, il numero di azioni di classe A è salito di 3.646.300 unità, pari a un incremento del 4,8%, mentre le azioni SATA emesse sono aumentate di 441.313 unità. Questo dettaglio è centrale per valutare l’effetto sull’azionista: le riserve complessive in BTC sono cresciute del 5,5%, ma la quantità di Bitcoin per azione su base fully diluted è aumentata soltanto di circa l’1,4%.
In altre parole, l’accumulo rafforza la cassa in criptovaluta, ma la nuova emissione azionaria diluisce parte del beneficio per ogni singola quota. The Block ha scritto che Strive risulta il settimo maggiore detentore pubblico di Bitcoin tra le società quotate. Il caso si inserisce nello stesso filone seguito dal mercato per Strategy, dopo la nostra analisi sulla cassa da 1,59 miliardi destinata al piano Bitcoin e il successivo aggiornamento sulla vendita di azioni MSTR per creare liquidità.
Strive, cofondata nel 2022 da Vivek Ramaswamy, si è riposizionata nel 2025 come società di gestione patrimoniale quotata con strategia di tesoreria in Bitcoin. Per chi segue il tema dal lato retail, il dossier resta collegato alla più ampia guida su come comprare Bitcoin, pur con una differenza sostanziale: qui l’esposizione passa attraverso una società quotata, non tramite detenzione diretta dell’asset. La corsa alle tesorerie digitali non riguarda solo BTC: negli ultimi mesi il mercato ha osservato anche modelli diversi, come quello descritto nel caso TRON in Borsa con una tesoreria TRX oltre 711 milioni.
Il confronto resta però frammentato, perché protocolli come NEAR Protocol hanno dinamiche di prezzo e utilizzo diverse rispetto alla narrativa di riserva adottata dalle società orientate a Bitcoin. Il punto ora sarà capire se gli investitori premieranno ancora la crescita nominale della tesoreria o se inizieranno a pesare maggiormente la diluizione azionaria. Il nostro precedente aggiornamento su Strive e il titolo Nasdaq dopo il deposito aveva già evidenziato questo equilibrio delicato tra raccolta di capitale, acquisti di BTC e valore per azione.