
ETF, cosa sono?
Gli ETF o Exchange Traded Funds, sono dei fondi a gestione passiva. Il loro scopo infatti è quello di replicare le performance di un indice di riferimento, detto benchmark. In pratica, il gestore del fondo deve semplicemente replicare le performance di un indice, come ad esempio un indice azionario. Un ETF deve cercare di replicare un indice senza distaccarsi troppo da esso. Infatti, la legge prevede che si possa distaccare massimo del 1-2%. Le quote degli ETF vengono negoziate in borsa allo stesso modo delle azioni, che rende la negoziazione molto più pratica e il loro mercato molto liquido.
Tipi di ETF
Sul nostro sito abbiamo creato varie sezioni dedicate alle varie tipologie di fondi ETF. Qui sotto trovo una lista che li raggruppa per categorie:
- ETF azionari: ovvero gli ETF che replicano indici azionari di svariati settori;
- ETF materie prime, che includono ETF oro, ETF Argento, ETF Petrolio, ETF Gas,ETF metalli: che replicano indici dedicati alle materie prime;
- ETF valutari: che replicano le performance di una valuta o di un indice valutario;
- ETF indici: che replicano le performance di indici di borsa e di vario genere.
In ciascuna delle pagine elencate qui sopra trovi il link verso gli articoli specifici dedicati ai singoli fondi.
Vantaggi degli ETF
Gli ETF presentano vantaggi importanti per gli investitori. Tra i vari, ecco i più importanti:
- Diversificazione tipica dei fondi
- Praticità nella negoziazione
- Bassi costi di gestione
- Flessibilità della sua struttura
- Trasparenza informativa della negoziazione.
Si può sintetizzare quindi affermando che questi strumenti uniscano alla maggiore sicurezza dei fondi, le caratteristiche di praticità delle azioni. 
Come investire sugli ETF
Per investire sugli ETF si può procedere tramite l’acquisto diretto dal mercato oppure tramite CFD. Nel video tutorial mostrato precedentemente, mostriamo un esempio pratico di trading su ETF con una popolare piattaforma di contrattazione online. Con l’accesso al mercato si acquistano quote dell’Exchange Traded Funds, mentre con i CFD si negozia al rialzo e al ribasso sul loro valore.
Tramite i CFD su ETF si può negoziare comodamente da un qualsiasi dispositivo connesso ad internet, che quindi può essere un computer desktop, così come un tablet o uno smartphone.
Un’altra caratteristica dei CFD su ETF è che consentono di operare con leva, utilizzando quindi solo una frazione del capitale richiesto per l’investimento tradizionale. Ciò significa che con i CFD il proprio capitale ottiene molta più forza e i risultati sono molto più rapidi (sia in profitto che in perdita). Per approfondire: Cosa sono i CFD e come funzionano
Come funzionano gli ETF
A differenza dei fondi comuni d’investimento e delle Sicav, gli ETF sono a gestione passiva e sono quotati in borsa. La gestione passiva consiste nel fatto che il rendimento degli Exchange Traded Funds è legato alla quotazione di un indice di borsa, perciò il suo valore non deriva dalla abilità di contrattazione del gestore del fondo. Quindi, anziché concentrarsi nel “vendere bene” il fondo, il gestore degli Exchange Traded Funds ha come unico obbiettivo quello di verificare e mantenere la coerenza del fondo con l’indice di riferimento ed effettuare tutte le operazioni necessarie affinché il valore dell’ETF si discosti da quello dell’indice replicato. Ad esempio, quando un titolo compreso in un indice presenta forti variazioni dovute a acquisizioni, fallimenti, fusioni e altri eventi simili, il gestore dell’Exchange Traded Fund dovrà fare in modo che l’ETF riesca comunque a mantenere la quotazione dell’indice a cui fa riferimento. Questa operazione, con cui si cerca di portare la quotazione dell’ETF il più vicino possibile a quella dell’indice replicato, si chiama ribilanciamento. E’ importante ripetere ed evidenziare che il ribilanciamento del portafoglio ETF non sarà mai una preoccupazione di chi negozia, ma soltanto del suo gestore. Nel caso in cui ad esempio venga rimossa o aggiunto un titolo azionario ad un determinato indice di riferimento, sarà il gestore dell’ETF a provvedere all’inserimento dello stesso titolo azionario nell’Exchange Traded Fund, al fine di uniformare le performance di quest’ultimo a quelle dell’indice replicato. La differenza tra il valore della quotazione dell’ETF e quella dell’indice benchmark deve essere necessariamente compresa intorno alle percentuali di 1 o 2%.
ETF allo Scoperto
Alcune società di intermediazione offrono la possibilità di vendere ETF allo scoperto. Questa operazione è denominata tecnicamente Short Selling ed è utilizzata da molti come strategia di copertura. Con gli ETF allo scoperto si può quindi aprire una posizione al ribasso, puntando cioè al ribasso di un determinato ETF e del suo indice di riferimento. Nota: facciamo notare che con i CFD su ETF si possono aprire posizioni al ribasso (così come al rialzo) su tutti i tipi di ETF.
Dividendi ETF
Così come le azioni, anche gli ETF possono pagare i dividendi. Questa è una caratteristica in comune sia con le azioni che con i fondi d’investimento. Gli Exchange Traded Fund che pagano i dividendi sono detti ETF a distribuzione, che si differenziano da quelli ad accumulazione. Gli ETF a distribuzione sono impostati in modo tale da pagare i dividendi periodicamente, ogni qualvolta vengano staccati e pagati dalla società. Gli Exchange Traded Fund ad accumulazione sono invece impostati in modo tale che si valorizzi il reinvestimento.
ETF strutturati e Leveraged

- la possibilità di replicare in modo più che proporzionale all’andamento di un indice e in questo caso si parla di ETF a leva o leveraged). Gli Exchange Traded Fund hanno come obbiettivo quello di replicare il fondo in modo tale che la sua quotazione sia pari ad un multiplo di quella del benchmark.
- la possibilità di replicare in modo inverso l’indice di riferimento
- la presenza di particolari strumenti di protezione del portafoglio
- la realizzazione di strategie d’investimento più elaborate tra cui quelle denominate buy-write o covered call. In pratica, si apre una posizione al rialzo sul benchmark e allo stesso tempo la vendita di una opzione call sullo stesso benchmark con specifiche impostazioni.
A differenza degli ETF normali, gli Exchange Traded Fund strutturati presentano un modello matematico più complesso. Ad ogni modo, poichè esso é deciso a priori, anche la gestione di tale fondo sarà di tipo passivo.
Riscossione delle quote ETF
Che siano strutturati o meno, la riscossione delle quote degli ETF funzionano allo stesso modo. Infatti, queste possono essere create e riscattate continuamente da parte degli intermediari autorizzati, con l’assicurazione che il prezzo di mercato sia sempre corrispondente al Net Asset Value del fondo (NAV), e con la garanzia che (soprattutto nel caso degli strutturati) l’ETF sia liquido quando il mercato di riferimento. Queste caratteristiche e soprattutto quella relativa al NAV riducono i rischi dell’investimento in ETF, sia che lo si acquisti a premio, sia che lo si venda a sconto.
Settori d’investimento in ETF
Investire in ETF consente di poter prendere posizioni al rialzo o al ribasso su molteplici settori dell’economia internazionale che possono riguardare determinati paesi o zone, oppure riferirsi all’intero mercato. Proprio la sua composizione, data da un ampio ventaglio di titoli, consente di ottenere un’ampia diversificazione che riduce di molto il rischio dell’investimento. Gli ETF azionari fanno riferimento a indici di azioni di un determinato paese oppure a indici internazionali. La composizione degli Exchange Traded Fund azionari fanno riferimento ad indici relativi a determinati settori di produzione oppure a zone geografiche. Gli ETF su materie prime fanno riferimento a indici relativi a determinate materie prime. Ad esempio possono replicare indici che si compongono di futures, così come di azioni di società che operano in un determinato settore di produzione relativo alla materia prima di riferimento. Gli Exchange Traded Fund obbligazionari replicano indici che si compongono di obbligazioni di vario genere. Gli ETF valutari, adatti soprattutto per il trading piuttosto che per l’investimento, fanno riferimento al mercato dei cambi di valute e ad indici ad essi dedicati (come quello di Morgan Stanley).
Differenze tra ETF e altri fondi
Con il termine “ETF” si indicano ormai generalmente tutte le tipologie di strumenti finanziari che presentano le caratteristiche esaminate fino ad ora. Tuttavia, per completezza d’informazione, va indicata la presenza di ulteriori sigle, che indicano delle particolari tipologie di strumenti, simili tra loro. Tra queste vi sono:
- ETC o Exchange Traded Commodities, replicano indici che fanno riferimento ad una determinata materia prima (sia ai prezzi “a pronti”, che alle quotazioni dei futures). Di questi fanno parte gli ETF Argento, ETF Oro, ETF Petrolio, ETF Materie Prime e altri ancora.
- ETN o Exchange Traded Note, sono titoli di debito che replicano un indice non azionario
- ETFS o Exchange Traded Fund Structured, sono gli ETF Strutturati di cui abbiamo parlato nel corso del presente articolo, dalla strutturazione e gestione più complessa e dai minori rischi
- ETP o Exchange Traded Products, è la categoria che comprende tutti i prodotti descritti qui sopra
Migliori piattaforme ETF
Dopo aver visto cosa sono e come funzionano gli ETF, vi proponiamo un elenco delle migliori piattaforme di trading online che consentono di negoziare su questo particolare strumento finanziario. Ci teniamo a sottolineare che per fare trading su ETF in modo efficace è indispensabile affidarsi ad una piattaforma seria ed affidabile. Alcuni broker online come Plus500 (uno dei migliori broker al mondo in quando a offerta di Exchange Traded Fund, solo negoziabili tramite CFD) offrono la possibilità di provare gratuitamente la piattaforma tramite un conto demo con fondi virtuali. Tra le migliori piattaforme per fare trading su ETF consigliamo:
- eToro: un vero colosso del trading online, questa società da sempre presenta un’offerta molto qualitativa oltre che diversificata. La sua funzione copytrading consente di copiare automaticamente i trader più esperti, mentre le sue funzionalità social trading consentono di comunicare con gli altri utenti come in un social network.
- Plus500: sicuramente l’offerta più completa, piattaforma web, servizio ETF su Forex, indici, materie prime, azioni e obbligazioni, tutti negoziabili solo tramite CFD. Disponibile anche una eccezionale versione mobile per tablet e smartphone con interfaccia grafica intuitiva da utilizzare. Plus500 è un broker che di sicuro consigliamo a chi ha un minimo di esperienza nel trading online. Chi non ha esperienza, può comunque maturarla praticando gratuitamente in modalità demo.
Lista dei Migliori ETF
Sul nostro portale potrete trovare sempre aggiornamenti periodici circa i migliori ETF secondo le classifiche di rendimento rese pubbliche dai gestori degli stessi fondi. Tra i più importanti gestori di Exchange Traded Fund va menzionato ad esempio la Blackrock, ovvero la più grande società d’investimento del mondo. Questa infatti gestisce la famiglia di ETF denominata iShares, un tempo nota come WEBS, i cui ETF replicano indici azionari e obbligazionari. Esempi alternativi agli iShares sono quelli dei ProShares (gestiti da una divisione del ProFunds Group), Lyxor, ETF Securities, HSBC, Source, Amundi, JPMorgan, Invesco. I rendimenti degli ETF, espressi in variazioni percentuali, possono valere per periodi di tempo piuttosto brevi (es. mensili), cosÏ come più lunghi (es. annuali). Ogni anno non mancano ottime opportunità di investimento che partono da una base mensile e continuano su base annuale.
ETF Plus
Per concludere l’argomentazione a proposito degli Exchange Traded Fund va menzionato il mercato ETFplus, ovvero il mercato regolamentato telematico di Borsa Italiana dedicato alla contrattazione in tempo reale degli ETF, sia normali che strutturati, ai quali si aggiungono gli ETF a gestione attiva. Sul mercato ETFplus questi titoli vengono negoziati in Borsa allo stesso modo dei titoli azionari, perciò gli investitori possono procedere tramite i loro intermediari all’acquisto o alla vendita di ETF al prezzo di mercato, con il lotto minimo pari ad una quota. Negli ultimi anni sono stati proposti anche gli ETF a gestione attiva o semplicemente “attivi”, che a differenza dei loro simili che replicano “passivamente” un indice, si propongono di replicarli “attivamente”, ovvero con una maggiore discrezionalità da parte dell’emittente. Gli ETF attivi hanno l’obbiettivo di “sovraperformare” specifici indici azionari o obbligazionari, ovvero, in parole più semplici, fare meglio dell’indice replicato di riferimento.
Esempio di trading su ETF
Qui di seguito proponiamo un esempio di trading su ETF tramite CFD. I CFD consentono di negoziare al rialzo e al ribasso sul prezzo di un ETF. Per prima cosa, accediamo alla piattaforma e selezioniamo l’ETF che ci interessa. Per farlo, basterà scrivere il suo nome all’interno della barra di ricerca situata in alto sulla piattaforma. Per il nostro esempio cerchiamo USO, un ETF dedicato al petrolio. 


- Vendi – Acquista: per scegliere se negoziare al ribasso (vendi) o al rialzo (acquista)
- Investi – Ordine: per scegliere se aprire una posizione subito al prezzo di mercato (investi) oppure decidere un prezzo e aspettare che il mercato arrivi a quella quota (ordine)
- Importo: ovvero quanto investire
- Stop Loss: ti consente di impostare una quota massima di perdita. Se viene raggiunta, la posizione si chiude automaticamente;
- Take Profit: ti consente di impostare un obiettivo di profitto. Se viene raggiunto, la posizione si chiude automaticamente;
- Leva: per gli ETF puoi impostare la leva a x5, x2, x1. Se usi la leva x5 investi 100$ ma in realtà negozi su un valore di 500$. Ciò significa che i risultati saranno 5 volte più veloci rispetto ad un normale investimento.
Per aprire la posizione, occorrerà cliccare su “Apri posizione”. Una volta aperta la posizione, la potrai trovare nella sezione Portafoglio. Per chiuderla, individuala nel portafoglio, cliccaci su e quindi clicca sulla x.
Rischi ETF
come ogni investimento, anche gli ETF presentano dei rischi che è fondamentale comprendere.
- Rischio di Mercato: il rischio di mercato è inevitabile quando si investe in ETF che tracciano un indice di azioni o un altro asset. Se il mercato o il settore che l’ETF sta replicando va male, il valore dell’ETF scenderà di conseguenza.
- Rischio di Liquidità: non tutti gli ETF godono di alta liquidità. Alcuni ETF specializzati o di nicchia possono avere volumi di scambio più bassi, rendendo più difficile per gli investitori comprare o vendere quote in modo efficiente. In tali casi, lo spread bid-ask può essere più ampio, aumentando i costi impliciti dell’investimento.
- Rischio di Tracking Error: gli ETF cercano di replicare la performance di un indice, ma non sempre ci riescono perfettamente. Il tracking error è la misura di quanto l’ETF si discosta dalla performance dell’indice che traccia. Fattori come costi di gestione, errori del gestore, e problemi di replica possono contribuire a un tracking error più elevato.
- Rischio di Leva: esistono ETF leveraged che utilizzano strumenti finanziari derivati per amplificare i rendimenti. Questi possono offrire rendimenti elevati quando il mercato va nella direzione prevista, ma possono anche portare a perdite significative molto rapidamente se il mercato va nella direzione opposta.
- Rischio di Concentrazione: alcuni ETF potrebbero investire in un numero limitato di asset o in un settore specifico, aumentando il rischio di concentrazione. Se uno o pochi asset non performano bene, l’intero ETF potrebbe subire un impatto negativo.
*Aggiornato al 2024.
