Schwab porta gli scambi diretti di BTC ed ETH ai clienti Usa
Charles Schwab avvia negli Stati Uniti gli scambi a pronti di BTC ed ETH per una prima fascia di clienti al dettaglio idonei sulla nuova piattaforma.

Charles Schwab ha avviato negli Stati Uniti gli scambi a pronti di Bitcoin (BTC) e Ethereum (ETH) per una prima fascia di clienti al dettaglio. CoinDesk ha riportato che il servizio è partito sulla piattaforma dedicata Schwab Crypto, mentre The Block ha riferito che l’accesso è stato aperto da martedì ai primi clienti idonei.
La mossa riguarda uno dei maggiori intermediari finanziari al mondo: Schwab gestisce circa 12.000 miliardi di dollari di attività dei clienti e, secondo CoinDesk, serve circa 35 milioni di clienti. Il gruppo offriva già esposizione alle criptovalute tramite fondi quotati e contratti future, ma l’avvio degli scambi a pronti consente ora a una parte della clientela di negoziare direttamente BTC ed ETH all’interno di un ambiente finanziario già conosciuto.
Il lancio era stato anticipato dalla dirigenza nei mesi scorsi. L’amministratore delegato Rick Wurster aveva indicato nel luglio 2025 l’intenzione di introdurre gli scambi diretti di criptovalute, mentre il calendario del primo semestre 2026 era stato confermato il mese scorso, come ricostruito da CoinDesk. L’avvio graduale suggerisce una fase iniziale controllata, limitata ai clienti che soddisfano i criteri di idoneità stabiliti dalla società.
Per il settore, il punto centrale è l’ingresso più diretto dell’intermediazione tradizionale negli scambi a pronti di asset digitali. Finora molti investitori al dettaglio interessati a operare su criptovalute dovevano utilizzare piattaforme specializzate; con Schwab, una parte di quel flusso può restare all’interno di un conto già esistente. Il tema si inserisce nel più ampio passaggio dall’esposizione indiretta agli strumenti negoziati direttamente, una distinzione rilevante anche nella nostra guida al trading di criptovalute.
Il contesto statunitense resta in movimento anche sul fronte normativo. L’apertura di Schwab arriva mentre il dibattito a Washington continua a concentrarsi sulla classificazione degli asset digitali e sui confini tra autorità di vigilanza, tema approfondito nella nostra analisi sulla bozza del CLARITY Act. Per un intermediario delle dimensioni di Schwab, la possibilità di offrire prodotti a pronti su BTC ed ETH rappresenta quindi anche un test operativo in un mercato che cerca maggiore chiarezza regolamentare.
Sul mercato, la notizia non ha coinciso con un rialzo immediato della principale criptovaluta. Al momento di scrivere, CoinMarketCap indicava BTC a 79.677,74 dollari, in calo dell’1,33% nelle 24 ore e del 2,23% su sette giorni, con una capitalizzazione pari a 1.595,85 miliardi di dollari. Il dato segnala una reazione contenuta nel breve periodo, anche se l’impatto potenziale dell’iniziativa riguarda soprattutto la distribuzione e l’accesso nel medio termine.
La fase iniziale resta limitata, ma il cambio di passo è significativo: Schwab non sta più offrendo soltanto strumenti collegati alle criptovalute, bensì l’accesso diretto agli asset a pronti per una parte dei clienti al dettaglio. Come spesso accade nei lanci di grandi intermediari, l’elemento da osservare sarà l’eventuale estensione del servizio oltre la prima ondata di utenti idonei e l’integrazione con l’offerta finanziaria già presente nei conti della clientela.