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Usa, bozza CLARITY Act: Bitcoin ed Ethereum fuori dai titoli

La Commissione bancaria del Senato Usa pubblica la bozza del CLARITY Act: possibile esenzione per Bitcoin ed Ethereum dalle norme sui titoli.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Usa, bozza CLARITY Act: Bitcoin ed Ethereum fuori dai titoli

La Commissione bancaria del Senato degli Stati Uniti ha diffuso la nuova bozza del CLARITY Act, un testo che potrebbe sottrarre in modo permanente Bitcoin ed Ethereum all’applicazione delle norme federali sui titoli, come ha riportato Decrypt. Il passaggio arriva prima dell’esame emendativo fissato per giovedì, una tappa chiave per capire se il disegno di legge riuscirà a proseguire nel suo iter parlamentare.

Il testo è stato presentato dal presidente della Commissione, Tim Scott, dalla presidente della sottocommissione sulle attività digitali, Cynthia Lummis, e dal senatore Thom Tillis, dopo mesi di negoziati tra i due partiti, secondo la ricostruzione di Decrypt. Nella comunicazione dei promotori, la proposta viene descritta come un tentativo di fissare regole più leggibili per il mercato, rafforzare le garanzie per gli investitori e contrastare l’uso illecito delle attività digitali.

Il punto più rilevante per il settore riguarda il trattamento giuridico delle due maggiori criptovalute. Se confermata nel testo finale, l’esenzione dalle norme sui titoli ridurrebbe uno dei principali margini di incertezza regolatoria negli Stati Uniti, soprattutto per gli intermediari che devono decidere come classificare le attività digitali. Per il contesto tecnico sul protocollo originario, la nostra scheda su Bitcoin riassume le caratteristiche di base della rete, senza entrare nelle valutazioni legislative ora in discussione a Washington.

La bozza arriva dopo un rinvio significativo. Decrypt ha ricostruito che il percorso si era bloccato a gennaio, quando Coinbase aveva ritirato il proprio sostegno a causa delle restrizioni previste sui rendimenti collegati alle monete stabili. Quel passaggio aveva fatto saltare una votazione in commissione già programmata, segnalando quanto il tema dei prodotti con rendimento resti sensibile per una parte dell’industria e per i legislatori.

Il compromesso sui rendimenti delle monete stabili sarebbe stato poi mediato da Thom Tillis e dalla senatrice Angela Alsobrooks, mentre nel testo sono entrate anche tutele per gli sviluppatori, secondo quanto riportato dalla stessa fonte. Questo elemento è centrale perché la regolamentazione delle attività digitali non riguarda soltanto piattaforme e intermediari: può incidere anche su chi scrive codice, gestisce infrastrutture o contribuisce a reti aperte.

Sul fronte dei mercati, la notizia non nasce da un movimento di prezzi, ma da un possibile cambio del perimetro giuridico. Per questo le quotazioni istantanee restano secondarie rispetto al contenuto legislativo. Il dossier arriva comunque in una fase in cui BTC è seguito con attenzione dagli operatori, come emerso anche nel nostro recente aggiornamento sul supporto di Bitcoin, ma la bozza del CLARITY Act va letta prima di tutto come una vicenda di politica regolatoria.

Il prossimo snodo sarà l’esame in commissione, che non equivale all’approvazione definitiva ma può chiarire la tenuta politica del compromesso. La distanza tra una bozza e un testo definitivo resta ampia: eventuali modifiche, opposizioni interne o nuovi accordi potrebbero ancora cambiare la portata dell’esenzione per le principali criptovalute e delle regole sulle monete stabili.

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