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Bitcoin resta vicino a 80.000 dollari dopo il PPI Usa rovente

BTC resta sotto pressione dopo il rialzo del PPI core Usa: prezzo vicino a 80.000 dollari, ETF deboli e timori sui tassi.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Bitcoin resta vicino a 80.000 dollari dopo il PPI Usa rovente

Bitcoin resta agganciato all’area degli 80.000 dollari dopo un dato macroeconomico statunitense più forte delle attese. The Block ha riportato che il PPI core di aprile negli Stati Uniti è salito dell’1% su base mensile, il ritmo più elevato dal 2022, alimentando nuove preoccupazioni sulla traiettoria dei tassi e lasciando BTC vicino a un supporto considerato rilevante dagli analisti citati dalla testata.

Il movimento arriva in una fase in cui il mercato continua a pesare la possibilità che la Federal Reserve mantenga più a lungo un’impostazione restrittiva, o che le attese su eventuali tagli vengano ulteriormente ridimensionate. La stessa ricostruzione di The Block collega il dato sui prezzi alla produzione all’aumento delle probabilità assegnate dal mercato a un rialzo dei tassi, mentre gli ETF sulle criptovalute risultano sotto pressione. Per un inquadramento generale dell’asset e delle sue dinamiche monetarie, resta utile il nostro approfondimento sul protocollo.

Al momento della stesura, mercoledì 13 maggio 2026, CoinMarketCap indica BTC a 79.495,34 dollari, in calo dell’1,58% nelle ultime 24 ore e del 2,12% su sette giorni. La capitalizzazione di mercato risulta pari a 1.592,20 miliardi di dollari, dato che conferma come la correzione non abbia intaccato la posizione dominante dell’asset all’interno del comparto, pur mantenendo il prezzo sotto una soglia psicologica osservata dagli operatori.

Il nodo resta la sensibilità della criptovaluta alle variabili macroeconomiche. Un PPI core più caldo tende a rafforzare l’idea che le pressioni sui prezzi non siano ancora del tutto rientrate, con effetti immediati sulle aspettative relative alla politica monetaria statunitense. In questo contesto, gli asset considerati più rischiosi possono subire vendite anche in assenza di notizie specifiche sul settore, perché il costo del denaro incide sulle valutazioni e sulla propensione al rischio degli investitori.

La reazione odierna si inserisce in una sequenza già segnata da volatilità legata ai dati sull’inflazione Usa. Nei giorni scorsi BTC aveva recuperato quota 81.000 dollari dopo un altro dato macro seguito dal mercato, come raccontato nel nostro articolo sul rimbalzo oltre 81.000 dollari dopo il CPI Usa. Il nuovo dato sul PPI, tuttavia, ha riportato l’attenzione sulla possibilità che il margine per una politica monetaria più accomodante resti limitato.

Per ora il prezzo rimane in prossimità dell’area segnalata come supporto critico dagli analisti ripresi da The Block, ma senza una rottura netta al rialzo o al ribasso. Gli operatori guardano quindi sia ai prossimi dati macroeconomici statunitensi sia ai flussi sugli strumenti quotati legati alle criptovalute, due variabili che nelle ultime settimane hanno contribuito a orientare la direzione del mercato.

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