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OpenAI, Anthropic e DeepMind coordinano da settimane le regole IA

OpenAI, Anthropic e Google DeepMind lavorano da settimane a protocolli comuni di sicurezza: la struttura resta informale e senza poteri definiti.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
OpenAI, Anthropic e DeepMind coordinano da settimane le regole IA

OpenAI, Anthropic e Google DeepMind stanno coordinando da settimane protocolli comuni sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale, secondo quanto confermato il 15 settembre 2026 da Chris Lehane, responsabile globale degli affari istituzionali di OpenAI, durante un incontro a Washington. Yahoo Tickers ha riportato che il passaggio segna l’avvio di una fase più concreta nella costruzione di un fronte comune tra i principali laboratori di frontiera, anche se la struttura non è ancora formalizzata. L’idea richiamata dalla fonte è quella di un organismo di sicurezza ispirato al modello FINRA, cioè una forma di autoregolamentazione affiancata alla supervisione pubblica.

Per chi segue anche la guida al trading di criptovalute, il tema è familiare: quando una tecnologia corre più veloce delle leggi, le aziende provano spesso a definire standard comuni prima che arrivino regole vincolanti. Il punto centrale è che il progetto non viene più descritto solo come una discussione teorica tra società concorrenti. La conferma di Lehane indica che il coordinamento operativo è già in corso, pur senza un documento pubblico che chiarisca governance, poteri di controllo o eventuali sanzioni.

Questa assenza di dettagli lascia aperta la domanda più importante: se l’organismo avrà solo una funzione di allineamento tecnico o se potrà incidere davvero sul rilascio dei modelli più avanzati. Il settore dell’intelligenza artificiale resta uno dei principali motori narrativi di Wall Street, soprattutto per semiconduttori, centri dati e infrastrutture di calcolo. Non a caso il dibattito sulla sicurezza si intreccia con l’interesse per NVIDIA, già al centro della nostra analisi su come NVIDIA e Micron stiano riaccendendo la sfida sui chip per il 2027.

Anche il recente incontro in Scozia raccontato nell’articolo su Re Carlo e i grandi gruppi dell’intelligenza artificiale aveva mostrato come la sicurezza dei modelli sia ormai un tema politico, non solo industriale. Per i mercati digitali, il parallelo più immediato è con la storia di Bitcoin e delle piattaforme di scambio, dove l’industria ha spesso chiesto regole più chiare mentre cercava di costruire standard interni. Il tema è emerso anche nel recente rimbalzo di Coinbase legato a Bitcoin e al confronto regolamentare tra SEC e CFTC.

La lezione è che l’autodisciplina può ridurre l’incertezza, ma difficilmente sostituisce una cornice pubblica quando sono in gioco rischi sistemici. Resta da capire se un organismo costruito dai principali laboratori potrà essere percepito come indipendente. La presenza degli stessi soggetti che sviluppano i modelli più potenti crea un evidente nodo di credibilità, soprattutto se le decisioni riguarderanno tempi di lancio, test di sicurezza e condivisione dei risultati.

Senza meccanismi trasparenti, il rischio è che l’iniziativa venga letta come una risposta difensiva alla pressione dei governi più che come un vero cambio di passo sulla responsabilità industriale. Il calendario politico statunitense e la competizione tecnologica internazionale renderanno difficile tenere il dossier confinato alle aziende. Nel comparto delle criptovalute, tensioni simili sono emerse nell’analisi sulle parole di Armstrong e lo stop al Clarity Act, dove il confine tra innovazione e regolazione resta instabile.

Anche nel caso dell’intelligenza artificiale, il coordinamento tra OpenAI, Anthropic e Google DeepMind segnala che la governance sta diventando una parte strutturale della corsa tecnologica, come già si intravedeva nel focus su Google e l’uso dell’intelligenza artificiale nei processi di scelta.

Fonti - Yahoo Tickers

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