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Coinbase rimbalza del 12% con Bitcoin oltre quota 80.000 dollari

Coinbase chiude a 194 dollari dopo il rimbalzo delle criptovalute e le nuove mosse regolatorie di SEC e CFTC sui mercati digitali.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Coinbase rimbalza del 12% con Bitcoin oltre quota 80.000 dollari

Coinbase ha chiuso la seduta di venerdì 18 settembre con un rialzo del 12% a 194 dollari, sostenuta dal ritorno di Bitcoin sopra 80.000 dollari e da nuovi segnali regolatori negli Stati Uniti. La criptovaluta scambia oggi a 81.270 dollari, in progresso dello 0,48% nelle ultime 24 ore, mentre il mercato prova a recuperare la pressione vista dopo lo stop parlamentare al Clarity Act. TIKR ha riportato che il movimento non è stato legato soltanto alla ripresa dei prezzi delle criptovalute.

Nella stessa seduta Ether è risalito a 2.594 dollari, mentre il settore quotato legato agli asset digitali ha beneficiato di acquisti diffusi, con Robinhood in rialzo del 9% e Strategy vicina a un progresso del 13%. Il quadro resta rilevante anche per chi segue la nostra guida al trading di criptovalute, perché mostra quanto la componente regolatoria possa amplificare i movimenti di mercato. Il rimbalzo è arrivato pochi giorni dopo una fase opposta.

Il 15 settembre il Senato statunitense aveva bloccato il Clarity Act, provocando una flessione di Coinbase fino al 9% e spingendo la principale criptovaluta verso area 76.000 dollari. Il passaggio si collega direttamente al nostro approfondimento sullo stop al Clarity Act, nel quale era emersa la lettura politica della battuta d’arresto. La risposta delle autorità di vigilanza è stata rapida.

La SEC aveva presentato una esenzione quinquennale per la negoziazione di azioni tokenizzate, mentre la CFTC ha seguito venerdì con proposte per i mercati degli asset digitali e con una nuova categoria destinata ai fornitori di software che indirizzano gli utenti verso mercati predittivi senza registrazione da intermediario. Sono interventi che non sostituiscono una legge federale complessiva, ma riducono l’incertezza operativa per alcune attività. Coinbase aveva già cercato di posizionarsi su questo terreno regolatorio.

La società ha chiesto alla CFTC di poter trattare strumenti perpetui collegati ad azioni statunitensi, tema che abbiamo seguito nella notizia sulla richiesta di Coinbase sui perpetui azionari. Il nuovo pacchetto di iniziative delle autorità rafforza l’idea che, in assenza di una legge approvata dal Congresso, il percorso possa passare per provvedimenti amministrativi più mirati. Il mercato ha letto queste mosse come un elemento di stabilizzazione dopo giorni di volatilità.

Il ritorno della principale criptovaluta oltre la soglia psicologica degli 80.000 dollari ha favorito anche altri token, come evidenziato nella nostra precedente analisi su XRP. Tuttavia, il recupero resta sensibile alle decisioni di Washington: per le società quotate del comparto, la chiarezza normativa pesa quasi quanto l’andamento dei prezzi spot. Il caso Strategy conferma questa correlazione tra mercato azionario e riserve in asset digitali.

Dopo le tensioni legate alla sostenibilità dei flussi finanziari, descritte nell’approfondimento su Strategy e il rischio legato ai dividendi, il rimbalzo del settore ha mostrato quanto le valutazioni restino esposte alle oscillazioni della criptovaluta principale. Per Coinbase, invece, il nodo centrale resta la possibilità di trasformare la spinta regolatoria in nuove linee di ricavo. La seduta di venerdì ha quindi riassunto due forze diverse ma convergenti: il recupero dei prezzi e il tentativo delle autorità statunitensi di colmare il vuoto lasciato dal Congresso.

Finché il Clarity Act resterà fermo, ogni iniziativa di SEC e CFTC continuerà a essere letta dal mercato come un indicatore decisivo per scambi, derivati e prodotti tokenizzati.

Fonti - TIKR

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