MARA vende Bitcoin per 1,5 miliardi e accelera su energia e IA
MARA cede 20.880 BTC nel trimestre, chiude in rosso per 1,26 miliardi di dollari e usa la tesoreria per debito e acquisizione in Ohio.

MARA Holdings ha venduto 20.880 Bitcoin nel primo trimestre 2026, incassando circa 1,5 miliardi di dollari mentre ridisegna il proprio modello industriale. La società quotata al Nasdaq, finora identificata soprattutto con l’estrazione di BTC, sta spostando capitale verso infrastrutture energetiche, centri dati e calcolo ad alte prestazioni, come ricostruito da Decrypt.
Il cambio di rotta arriva insieme a conti trimestrali pesanti. MARA ha registrato una perdita netta di 1,26 miliardi di dollari, contro un rosso di 533 milioni nello stesso periodo dell’anno precedente, mentre i ricavi sono scesi del 18% a circa 175 milioni di dollari, secondo i dati citati da Decrypt. Bitcoin Magazine ha indicato ricavi per 174,6 milioni e ha collegato il risultato anche alla variazione negativa di circa 1 miliardo nel valore equo delle attività digitali detenute dalla società.
Una parte centrale delle vendite è stata destinata al bilancio. Tra il 4 e il 25 marzo, MARA ha ceduto 15.133 BTC per circa 1,1 miliardi di dollari, utilizzando 1 miliardo per riacquistare obbligazioni convertibili, secondo Decrypt. L’operazione ha ridotto il debito convertibile in circolazione di circa il 30%, da 3,3 a 2,3 miliardi di dollari, generando una plusvalenza contabile da estinzione del debito pari a 71 milioni.
I proventi serviranno anche a finanziare l’operazione più grande nella storia del gruppo. MARA ha firmato un accordo definitivo per acquisire Long Ridge Energy da FTAI Infrastructure per quasi 1,5 miliardi di dollari, inclusa l’assunzione di almeno 785 milioni di debito, secondo Decrypt. Long Ridge gestisce in Ohio una centrale a gas a ciclo combinato da 505 megawatt su oltre 1.600 acri contigui e dovrebbe generare 144 milioni di dollari di margine operativo lordo annualizzato.
La svolta non riguarda solo la struttura finanziaria. MARA prevede un taglio del 15% della forza lavoro per ottenere risparmi annualizzati di 12 milioni di dollari e ha fermato gli acquisti su larga scala di macchine per l’estrazione, secondo Decrypt. Il movimento si inserisce in una fase complessa per il settore, già evidenziata dal recente rosso trimestrale di CleanSpark, con operatori costretti a bilanciare potenza di calcolo, costo dell’energia e valore delle riserve in BTC.
Sul piano operativo, l’azienda non ha però interrotto la crescita della capacità. Nel trimestre MARA ha prodotto 2.247 BTC e ha aumentato del 33% su base annua l’hashrate energizzato, portandolo a 72,2 exahash al secondo, secondo Bitcoin Magazine. Questi miglioramenti non sono bastati a compensare l’impatto contabile della discesa del prezzo di BTC sulle riserve della società.
Al momento della stesura, i dati di CoinMarketCap indicano BTC a 80.928,23 dollari, con una variazione nelle 24 ore pari a -0,04% e un calo settimanale dello 0,58%. La capitalizzazione resta a circa 1.620,88 miliardi di dollari, un livello che rende ancora più rilevante il modo in cui grandi detentori quotati gestiscono le proprie tesorerie digitali.
La vicenda MARA mostra come la tesoreria in BTC possa diventare una leva di finanziamento industriale, non solo una riserva strategica. Per chi analizza il rapporto tra esposizione diretta, società quotate e infrastrutture dell’ecosistema, il tema si collega anche alla nostra guida su comprare Bitcoin, senza che la vendita di MARA rappresenti di per sé un’indicazione univoca sulla direzione del mercato.