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CleanSpark affonda in Borsa dopo il rosso trimestrale da 378 milioni

CleanSpark perde oltre il 9% prima dell'apertura dopo un rosso trimestrale da 378,3 milioni, pesato dalla svalutazione delle riserve BTC.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
CleanSpark affonda in Borsa dopo il rosso trimestrale da 378 milioni

CleanSpark è finita sotto pressione a Wall Street dopo conti trimestrali peggiori delle attese. Le azioni del minatore statunitense di Bitcoin hanno ceduto oltre il 9,4% negli scambi precedenti l’apertura di martedì, dopo che CoinDesk ha riportato una perdita netta di 378,3 milioni di dollari nel secondo trimestre fiscale chiuso il 31 marzo.

Il rosso si è ampliato in modo netto rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando la perdita era stata pari a 138,8 milioni di dollari, sempre in base ai dati riportati da CoinDesk. La perdita per azione è stata di 1,52 dollari, oltre tre volte la stima degli analisti citata dalla testata, che indicava una perdita di 41 centesimi per azione.

Il principale fattore negativo è stato l’adeguamento non monetario sulle riserve in BTC: CoinDesk ha indicato una perdita da 224,1 milioni di dollari legata alla valutazione al valore equo delle attività digitali. Per le società che detengono grandi quantità di BTC in bilancio, come spiegato anche nel nostro approfondimento su BTC, la volatilità del prezzo può quindi incidere in modo rilevante sul conto economico, anche quando non comporta un’uscita di cassa immediata.

Sul fronte operativo, i ricavi trimestrali da estrazione sono scesi a 136,4 milioni di dollari, il 25% in meno rispetto ai 181,7 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente, come ha riportato The Block. CoinDesk ha aggiunto che il dato ha mancato le stime di 154,3 milioni. Nel frattempo BTC restava poco mosso: al momento della scrittura CoinMarketCap indicava 80.748,07 dollari, con -0,29% sulle 24 ore e -0,30% su sette giorni, in un quadro già descritto nel nostro articolo sul supporto degli 80.000 dollari.

Nonostante il calo dei ricavi, CleanSpark ha continuato ad ampliare la propria infrastruttura. CoinDesk ha riportato che la società ha raddoppiato i megawatt sotto contratto e che l’amministratore delegato Matt Schutz ha indicato un orientamento verso attività utilizzabili per intelligenza artificiale e calcolo ad alte prestazioni, in linea con una tendenza più ampia tra alcuni operatori dell’estrazione che cercano di valorizzare la capacità elettrica e computazionale in centri dati dedicati.

La direzione finanziaria ha provato a mettere l’accento sulla solidità patrimoniale. Il direttore finanziario Gary Vecchiarelly ha definito il bilancio un «vantaggio competitivo», mentre CoinDesk ha riportato riserve in BTC salite del 14% a 925,2 milioni di dollari rispetto all’anno precedente. La società disponeva inoltre di 260,3 milioni di dollari in liquidità, 2,9 miliardi di dollari di attività totali e debito di lungo periodo pari a 1,8 miliardi.

La vicenda resta circoscritta ai conti di un minatore quotato e, nelle fonti consultate, non emerge nessun collegamento operativo con United Stables o con emittenti di monete stabili. La reazione del mercato segnala però quanto gli investitori stiano valutando con cautela i bilanci delle società esposte a BTC: anche quando le perdite sono in parte non monetarie, la volatilità contabile può rendere gli utili trimestrali più difficili da prevedere.

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