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Claude riapre un portafoglio Bitcoin: 5 BTC tornano a muoversi

Un utente pseudonimo sostiene che Claude abbia aiutato a recuperare un portafoglio Bitcoin fermo dal 2015 con 5 BTC: il caso è virale.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Claude riapre un portafoglio Bitcoin: 5 BTC tornano a muoversi

Bitcoin è tornato al centro del dibattito sulla sicurezza dei portafogli dopo che un utente pseudonimo di X ha sostenuto di aver recuperato l’accesso a un portafoglio contenente 5 BTC grazie all’assistenza di Claude, il modello di intelligenza artificiale sviluppato da Anthropic. Decrypt ha riportato che la vicenda ha generato milioni di visualizzazioni in poche ore, alimentando il confronto su cosa i modelli linguistici possano fare nel recupero di credenziali dimenticate.

Secondo la ricostruzione rilanciata da Decrypt, l’utente noto su X come Cprkrn ha affermato che il portafoglio era rimasto inaccessibile per quasi nove anni. Il valore indicativo dei fondi, sulla base del prezzo corrente di mercato, è nell’ordine di circa 400.000 dollari, anche se la cifra varia con la quotazione di BTC. Per chi segue il tema da un punto di vista operativo, la distinzione resta importante: recuperare una password o una frase dimenticata non equivale a violare il protocollo, come ricordiamo anche nella nostra guida su comprare Bitcoin.

Il dettaglio che ha dato forza alla storia è arrivato dai dati pubblici della blockchain. Decrypt ha segnalato che un indirizzo con prefisso 14VJyS non aveva registrato movimenti di fondi dal 2015 fino alla giornata indicata nella discussione, quando i BTC sarebbero tornati a muoversi. Questo elemento non dimostra da solo il ruolo di Claude, ma conferma che un portafoglio rimasto inattivo per anni ha effettivamente mostrato attività dopo un lungo periodo di silenzio.

La discussione su X ha superato 6 milioni di visualizzazioni, secondo quanto riportato dalla stessa fonte, anche perché il caso tocca un tema ricorrente nel settore: la perdita definitiva di accesso ai fondi. Nel mondo delle criptovalute, la custodia personale trasferisce all’utente la responsabilità delle chiavi e delle credenziali; se queste vengono smarrite, non esiste un servizio clienti centralizzato in grado di ripristinare l’accesso come avviene nei sistemi finanziari tradizionali.

Resta però un punto essenziale: dalle informazioni disponibili non emerge che Claude abbia “forzato” la rete Bitcoin o aggirato la crittografia del protocollo. La versione pubblica della vicenda parla piuttosto di un aiuto nel ricostruire o testare possibili password e informazioni collegate al vecchio portafoglio. È la stessa distinzione che abbiamo evidenziato nel nostro precedente aggiornamento su Claude e il portafoglio Bitcoin dimenticato: il caso riguarda il recupero di accesso, non una vulnerabilità nota della blockchain.

Sul mercato, la notizia non sembra aver prodotto un effetto direzionale immediato sul prezzo di BTC. Al momento della scrittura, i dati CoinMarketCap indicano 79.869,99 dollari per Bitcoin, in calo dell’1,30% nelle 24 ore e del 2,09% su sette giorni, con una capitalizzazione di circa 1.599,73 miliardi di dollari. Il contesto resta quindi dominato da fattori più ampi di mercato, mentre questa vicenda appartiene soprattutto al perimetro della sicurezza e della custodia.

Il caso ha anche riaperto il confronto sui limiti pratici dell’intelligenza artificiale applicata ai portafogli digitali. Strumenti come Claude possono aiutare a organizzare tentativi, analizzare indizi o automatizzare ragionamenti, ma non trasformano un portafoglio ben protetto in un bersaglio facilmente violabile. La distinzione conta per Bitcoin e per altri asset, inclusi token come JUST: recupero credenziali e compromissione della blockchain restano due piani molto diversi.

Fonti

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