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Bitcoin oltre 80.000 dollari: per Bitfinex rally fragile

BTC scambia poco sopra 80.000 dollari, ma Bitfinex segnala prese di profitto, perdite realizzate elevate e opzioni concentrate a 82.000 dollari.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Bitcoin oltre 80.000 dollari: per Bitfinex rally fragile

Il rimbalzo di Bitcoin sopra l’area degli 80.000 dollari resta sotto osservazione: la salita potrebbe essere stata favorita anche da una stretta di liquidità, più che da una ripresa ormai consolidata. Al momento della scrittura, i dati live forniti da TwelveData indicano BTC a 80.206,56 dollari, in rialzo del +1,16% nelle 24 ore.

CoinDesk ha riportato che Bitfinex, in una nota condivisa giovedì 14 maggio, vede i segnali di rete più costruttivi dall’inizio febbraio, ma invita a non leggere il movimento come una conferma definitiva di forza. Il punto critico, per gli analisti, è l’equilibrio tra venditori di lungo periodo, perdite realizzate e posizionamento sul mercato delle opzioni.

Il primo elemento riguarda i detentori di lungo periodo. Stando ai dati citati da CoinDesk, le loro disponibilità sono aumentate del 300% dalla fine del 2025, fino a quasi 4 milioni di BTC. Dopo il passaggio sopra 82.000 dollari dell’11 maggio, questo gruppo avrebbe iniziato a monetizzare circa 180 milioni di dollari al giorno, una presa di profitto che Bitfinex considera moderata rispetto ad altre fasi di ciclo.

Il problema, però, non è solo quanto viene venduto in utile. Nella stessa analisi rilanciata da CoinDesk, Bitfinex segnala che le perdite realizzate giornaliere restano in media a circa 479 milioni di dollari, ben sopra la fascia più tipica dei periodi tranquilli, indicata intorno a 200 milioni. Finché questo dato non scende verso livelli più contenuti, la normalizzazione delle metriche sulla catena resta incompleta.

A rendere più complessa la lettura del prezzo è anche il mercato dei derivati. CoinDesk riferisce che i dati di Glassnode mostrano quasi 2 miliardi di dollari in posizioni di opzioni con gamma corta concentrate intorno al prezzo di esercizio di 82.000 dollari. In questa zona, gli operatori che fanno mercato possono essere costretti a coprire le proprie esposizioni, amplificando inizialmente la volatilità e spingendo il prezzo verso quel livello.

Jason Fernandes, cofondatore di AdLunam, ha spiegato a CoinDesk che questa concentrazione di gamma può creare un ambiente ingannevole: la copertura degli intermediari può accelerare il movimento verso l’area indicata, senza garantire che il mercato abbia davvero assorbito la pressione di vendita. Per chi segue la dinamica del prezzo, il quadro resta quindi legato sia alla liquidità sia alla struttura delle opzioni; una panoramica di base è disponibile nella nostra guida dedicata a BTC.

Il movimento arriva in una fase già sensibile per il mercato, dopo giornate dominate da dati macroeconomici statunitensi, deflussi dagli ETF a pronti e oscillazioni intorno alla soglia psicologica degli 80.000 dollari. Nelle ultime ore avevamo seguito anche il ritorno sotto quota 80.000 dollari, segnale di quanto il livello continui a rappresentare un’area di confronto tra compratori e venditori.

Per ora, la lettura di Bitfinex è prudente: le prese di profitto non appaiono fuori scala, ma il controllo delle perdite e la concentrazione dei derivati restano variabili decisive. Se la pressione dei venditori dovesse diminuire e le perdite realizzate tornassero verso la fascia dei 200 milioni di dollari, il recupero avrebbe basi più solide; in caso contrario, il recente allungo rischia di restare legato soprattutto a dinamiche tecniche di liquidità.

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