Bitcoin a un passo da 60.000 dollari: giugno parte in rosso pesante
Bitcoin scende a 60.581,99 dollari e resta circa il 50% sotto il record di ottobre 2025, tra vendite di Strategy, tecnologia debole e caso Zcash.

Bitcoin chiude la settimana sotto forte pressione e scambia a 60.581,99 dollari, in calo del 5,05% nelle ultime 24 ore. La principale criptovaluta resta appena sopra la soglia psicologica dei 60.000 dollari, livello che il mercato osserva come possibile spartiacque dopo un avvio di giugno particolarmente pesante. CNBC ha riportato che il ribasso settimanale di Bitcoin si avvia a superare il 16%, dopo una fase di vendite che ha riportato i prezzi sui minimi da aprile nella seduta di martedì. Il confronto con il massimo storico resta severo: rispetto ai circa 126.000 dollari toccati a ottobre 2025, la quotazione attuale implica una perdita vicina alla metà del valore in meno di un anno. Una delle pressioni citate da CNBC riguarda Strategy, la società nota per la gestione di una grande tesoreria in Bitcoin, che avrebbe venduto una piccola parte delle proprie riserve. Il passaggio ha pesato sul sentiment in un mercato già fragile, riaprendo il dibattito sulle vendite societarie dopo le tensioni raccontate nei giorni scorsi nel nostro approfondimento su Bitcoin perde il traino dello slancio e nel dossier su comprare Bitcoin, utile per inquadrare rischi e dinamiche dell’asset senza confondere volatilità e strategia di lungo periodo. Il movimento non è rimasto confinato alle criptovalute. CNBC ha collegato parte della debolezza anche alla pressione sui titoli tecnologici, dopo che il mancato obiettivo sui ricavi di Broadcom ha colpito il comparto dei semiconduttori nella seduta di mercoledì. La rotazione fuori dai nomi legati all’intelligenza artificiale ha già condizionato il mercato nelle ultime sedute, come emerso anche nell’analisi su Bitcoin scivola vicino a 62.000 dollari, dove il legame tra tecnologia e asset digitali è tornato centrale. A complicare il quadro è arrivato anche il caso Zcash. CNBC ha indicato che la moneta orientata alla privacy è scesa dopo una verifica di sicurezza assistita dall’intelligenza artificiale, dalla quale sarebbe emersa una vulnerabilità di lunga data che avrebbe potuto consentire la creazione di token ZEC non autentici. L’episodio ha accentuato la cautela sugli asset alternativi proprio mentre Bitcoin non mostra ancora il consueto rimbalzo da acquisti sui ribassi. Il nodo principale resta la tenuta dei 60.000 dollari. L’ultima volta che Bitcoin è sceso sotto questa soglia risale al 18 settembre 2024, secondo quanto riportato da CNBC, e l’assenza di una reazione immediata sta alimentando il timore di nuove vendite. Lo stesso tema era stato al centro del nostro aggiornamento su Bitcoin vicino a 60.000 dollari, mentre il fronte dei fondi quotati resta osservato dopo i segnali descritti nell’articolo sugli ETF Bitcoin ed Ethereum. Per ora il mercato delle criptovalute appare privo di un catalizzatore positivo immediato. La discesa di Bitcoin si riflette anche sugli indici più ampi del settore, come già segnalato nell’analisi su Bitcoin arretra e trascina il CoinDesk 20. La chiusura di venerdì 5 giugno 2026 diventa quindi un test di sentiment: non tanto per un singolo livello tecnico, quanto per capire se gli investitori torneranno ad assorbire l’offerta dopo una delle settimane più difficili dell’anno. ### Fonti - CNBC