Bitcoin vicino a 60.000 dollari: il mercato teme nuove vendite
Bitcoin resta sotto pressione vicino a 60.000 dollari: deflussi dagli ETF e derivati aumentano il rischio di nuove vendite forzate sul mercato.

Bitcoin resta sotto pressione venerdì 5 giugno 2026, con il mercato che guarda alla soglia dei 60.000 dollari come possibile punto di rottura. La principale criptovaluta scambia a 62.702 dollari, in calo dell’1,73% nelle ultime 24 ore, mentre i deflussi dagli ETF spot continuano a pesare sul sentiment. CoinDesk ha riportato che il livello dei 60.000 dollari viene considerato da diversi analisti un supporto cruciale, non solo per ragioni psicologiche. Il rischio è che una violazione netta possa trasformare una fase di debolezza ordinata in un movimento più aggressivo, con vendite accelerate da parte di investitori entrati nell’ultimo anno a prezzi più elevati. Jean-David Péquignot, responsabile commerciale di Deribit, ha indicato che una parte rilevante del capitale istituzionale sarebbe entrata su Bitcoin tra 60.000 e 67.000 dollari. In questa fascia rientrerebbero compratori di ETF, grandi detentori e operatori di breve periodo: con i prezzi attuali, molti di questi soggetti sarebbero vicini al punto di pareggio, un’area che può diventare delicata quando la volatilità aumenta. Il nodo è il costo opportunità. Mentre Bitcoin arretra, le azioni legate all’intelligenza artificiale continuano ad attirare flussi sui mercati tradizionali, accentuando la rotazione del capitale. È lo stesso tema emerso anche nella nostra analisi su Saylor e la fuga di capitali verso l’IA, dove il confronto tra criptovalute e titoli tecnologici è diventato uno dei fattori chiave della correzione. La pressione arriva dopo una sequenza di deflussi dagli ETF sulle criptovalute negli Stati Uniti. Il mercato aveva già mostrato segnali di stress con i deflussi record netti da 4,37 miliardi, un dato che ha rafforzato l’idea di una domanda istituzionale meno stabile rispetto alle fasi di rialzo. Per chi segue il mercato con un approccio operativo, la nostra guida su come comprare Bitcoin resta utile per distinguere strumenti, rischi e orizzonti temporali senza confondere analisi e decisioni d’investimento. Il mercato dei derivati resta un altro punto sensibile. Se Bitcoin dovesse scendere sotto 60.000 dollari, potrebbero aumentare richieste di margine, chiusure di posizioni con leva e coperture difensive. Il precedente più vicino è il movimento sotto 62.000 dollari, quando le liquidazioni da 1,5 miliardi avevano mostrato quanto rapidamente la leva possa amplificare un ribasso. La debolezza non riguarda solo Bitcoin. Le altcoin restano esposte a una riduzione della propensione al rischio: NEAR Protocol, insieme ad altri token a maggiore beta, tende a risentire dei movimenti della principale criptovaluta nelle fasi di stress. Il quadro era già emerso nel rimbalzo fragile seguito al tonfo, con altcoin colpite dalle vendite nonostante alcuni tentativi di recupero intraday. Il livello dei 60.000 dollari diventa quindi un banco di prova per capire se la correzione resterà confinata a una normale fase di scarico o se si trasformerà in una capitolazione più ampia. Per ora il mercato non ha perso definitivamente quel riferimento, ma la combinazione tra ETF in uscita, derivati sotto tensione e concorrenza dei titoli legati all’intelligenza artificiale mantiene elevato il rischio di nuovi strappi. ### Fonti - CoinDesk