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Strategy accelera sul debito e lascia aperta l’ipotesi vendita BTC

Strategy prepara il riacquisto di note convertibili per 1,5 miliardi di dollari e non esclude vendite di BTC, mentre il prezzo cala sul mercato.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Strategy accelera sul debito e lascia aperta l’ipotesi vendita BTC

Strategy prova a ridurre una parte rilevante della propria leva finanziaria, mentre resta aperta anche l’ipotesi di vendere BTC se necessario. Il gruppo noto per la sua esposizione a Bitcoin ha firmato un accordo per riacquistare 1,5 miliardi di dollari di obbligazioni convertibili con scadenza 2029, una mossa che Decrypt ha collegato al tentativo di alleggerire la struttura del debito.

Secondo la documentazione citata da Decrypt, Strategy prevede di pagare circa 1,38 miliardi di dollari per chiudere quella posizione obbligazionaria. Il debito era stato emesso nel novembre 2024 per finanziare l’aumento delle riserve in criptovalute, all’interno di una strategia aziendale che negli ultimi anni ha fatto largo uso di capitale raccolto sul mercato; per chi segue il tema dell’esposizione societaria a BTC, il contesto resta legato anche alla più ampia narrativa della guida all’acquisto di BTC, pur con rischi e meccanismi molto diversi da quelli di un acquisto diretto.

La cifra da rimborsare rappresenta una quota significativa degli 8,2 miliardi di dollari che, secondo Decrypt, la società ha preso in prestito negli ultimi anni. Il cofondatore e presidente esecutivo Michael Saylor aveva indicato a febbraio l’obiettivo di trasformare gradualmente le obbligazioni convertibili in capitale azionario nell’arco di tre-sei anni, un passaggio pensato per ridurre la pressione delle scadenze sul bilancio e rendere più sostenibile il profilo finanziario del gruppo.

La decisione arriva mentre Strategy continua a essere osservata come uno dei principali veicoli quotati esposti a BTC. Decrypt riporta che la società controlla circa 65 miliardi di dollari della criptovaluta e che negli ultimi tempi ha fatto maggiore affidamento sulla propria azione privilegiata Stretch, indicata con la sigla STRC, per finanziare l’espansione delle riserve. Il riacquisto delle note convertibili si inserisce quindi in una fase di riduzione del debito, più che in un semplice aggiustamento tattico.

Il tema della sostenibilità finanziaria è tornato centrale dopo la forte volatilità del mercato. Decrypt ricorda che le riserve in BTC di Strategy avevano mostrato perdite per miliardi di dollari all’inizio dell’anno, quando il prezzo della criptovaluta era sceso fino a 62.850 dollari a febbraio. Le obbligazioni in scadenza e i dividendi regolari promessi tramite STRC avevano alimentato interrogativi sulla capacità della società di mantenere nel tempo una struttura così dipendente dall’andamento dell’attivo digitale.

Sul mercato, BTC resta sotto pressione nel breve periodo: al momento della scrittura, i dati di TwelveData indicano un prezzo di 77.893,43 dollari, in calo dell’1,47% nelle ultime 24 ore. Il movimento si inserisce in una fase già fragile per la principale criptovaluta, dopo che il prezzo era scivolato sotto area 79.000 dollari come raccontato nel nostro aggiornamento su BTC e timori legati alla Fed. Per Strategy, l’eventuale vendita di BTC resterebbe una scelta delicata: ridurrebbe liquidità immobilizzata nell’attivo, ma potrebbe essere letta dal mercato come un segnale di stress sulla leva finanziaria.

Fonti

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