Bitcoin ha volatilità al 38% su 90 giorni: ora corre quasi come NVIDIA
La volatilità realizzata di Bitcoin resta al 38% su 90 giorni: meno distante da NVIDIA, ma ancora lontana da euro, oro e S&P 500 per i gestori.

Bitcoin resta molto più instabile dei principali mercati tradizionali, ma la distanza con alcune grandi azioni tecnologiche si è assottigliata. CoinDesk ha riportato che la volatilità realizzata a 90 giorni della criptovaluta era intorno al 38% alla rilevazione di giovedì, un livello ormai paragonabile a quello di NVIDIA. Sul mercato, Bitcoin scambia a 81.568,32 dollari, in rialzo dello 0,19% nelle ultime 24 ore.
Il confronto resta però severo se si guarda agli strumenti più usati nei portafogli istituzionali. CoinDesk ha indicato che l’oro si colloca intorno al 23,5% di volatilità realizzata a 90 giorni, mentre lo S&P 500 è vicino all’11%. In altre parole, Bitcoin oscilla ancora più del metallo prezioso e oltre tre volte l’indice azionario statunitense più seguito.
La metrica osservata è la volatilità realizzata, cioè la misura dei movimenti effettivi di prezzo in un periodo definito, annualizzata per rendere confrontabili asset diversi. Il dato non fotografa le aspettative future, ma descrive quanto un mercato si sia mosso davvero. Nel caso del cambio euro-dollaro, CoinDesk ha segnalato una distanza ancora più ampia: Bitcoin risulta circa otto volte più turbolento della principale coppia valutaria.
Il passaggio più interessante riguarda il paragone con i titoli dell’intelligenza artificiale, dove le oscillazioni sono diventate parte del prezzo pagato dagli investitori per esporsi alla crescita attesa. Il confronto con NVIDIA arriva mentre Wall Street continua a misurare il peso delle megacapitalizzazioni tecnologiche, come emerso anche nel nostro aggiornamento su Apple che ha ridotto a 42 miliardi il distacco da NVIDIA. La volatilità di Bitcoin, in questo quadro, appare meno isolata rispetto al passato e più vicina a quella di alcuni campioni del mercato azionario.
Il punto non è soltanto statistico. CoinDesk ha collegato il calo progressivo delle oscillazioni alla crescente diffusione della gestione del rischio su Bitcoin, un elemento che può renderlo più leggibile per investitori professionali e comitati di allocazione. Per chi segue il tema in ottica di lungo periodo, la nostra guida su come comprare Bitcoin resta un riferimento di base, mentre la notizia sui 30.221 Bitcoin finiti al centro dei comitati di SpaceX e Tesla mostra quanto il tema resti presente anche nelle strategie societarie.
Resta però una differenza cruciale rispetto agli asset tradizionali: la volatilità di Bitcoin rimane elevata anche dopo la fase di maturazione del mercato. Per un portafoglio multi-asset, questo significa che la diversificazione non può essere valutata solo guardando alla correlazione, ma anche al contributo al rischio complessivo. Un asset può muoversi in modo indipendente dagli altri e, allo stesso tempo, aumentare sensibilmente l’ampiezza delle oscillazioni del portafoglio.
La reazione di prezzo nelle ultime ore è stata contenuta, ma il dato sulla volatilità riporta al centro il tema della normalizzazione del mercato delle criptovalute. Bitcoin non è più l’asset estremo degli anni iniziali, ma non ha ancora raggiunto la stabilità di oro, valute o grandi indici. Il parallelo con il comparto tecnologico resta quindi il segnale più forte: come mostrato anche dal recente movimento di NVIDIA salita a 221,97 dollari dopo DSX POD, il rischio oggi non appartiene solo alle criptovalute, ma attraversa l’intero universo degli asset più osservati.