Bitcoin fragile a fine trimestre: token minori in rosso ed ETF sotto tiro
Bitcoin risale appena sopra 60.000 dollari dopo il calo del fine settimana, mentre il trimestre resta negativo e le vendite colpiscono i token minori.

Bitcoin resta sulla soglia psicologica dei 60.000 dollari dopo un fine settimana nervoso per il mercato delle criptovalute. Il token scambia a 60.127,84 dollari, in rialzo dello 0,32% nelle ultime 24 ore, dopo essere sceso sotto quota 60.000 durante la domenica. CoinDesk ha riportato che il prezzo era arrivato attorno a 59.940 dollari, mentre il mercato si avvicina agli ultimi giorni di un trimestre dominato dalle vendite.
La pressione si è vista soprattutto sui token più rischiosi. Ether ha perso il 9,5% nella settimana, mentre Dogecoin è arretrato dell’11,7% e XRP è scivolato a 1,04 dollari, secondo quanto riportato da CoinDesk. Solana ha mostrato una maggiore tenuta rispetto ad altri nomi, mentre TRON è risultata tra le più resilienti; il clima di cautela ha riportato attenzione anche sulle quotazioni di NEAR Protocol, sensibile alla propensione al rischio degli investitori. Il dato più pesante riguarda il bilancio trimestrale.
CoinDesk ha indicato che Bitcoin è avviato a chiudere il secondo trimestre con un calo di circa 12%, dopo una flessione vicina al 22% nel primo trimestre. Per Ether il quadro appare ancora più debole, con una perdita stimata di circa un quarto del valore nel secondo trimestre dopo un inizio d’anno già negativo. Due trimestri consecutivi in rosso a inizio anno rappresentano un evento raro nella storia di Bitcoin.
Tra i fattori citati da CoinDesk ci sono i deflussi dagli ETF statunitensi su Bitcoin a pronti, la postura restrittiva della Federal Reserve guidata da Kevin Warsh e la forza del dollaro. Il tema dei flussi resta centrale anche per chi segue gli ETF su criptovalute, perché in fasi di mercato nervoso gli afflussi o le uscite dai prodotti quotati possono amplificare il movimento del sottostante. Su giocareinborsa.com avevamo già analizzato perché i flussi degli ETF Bitcoin diventano decisivi quando la liquidità si riduce.
La debolezza delle criptovalute si inserisce inoltre in una rotazione del capitale verso semiconduttori, chip di memoria e società legate all’intelligenza artificiale. CoinDesk ha segnalato che questa preferenza degli investitori per il comparto tecnologico sta sottraendo domanda agli asset digitali più volatili. È lo stesso sfondo emerso nei giorni scorsi con il caso Micron e il nuovo segnale da Wall Street e con l’analisi su NVIDIA e i rischi legati alla spesa per l’IA.
Il lieve recupero sopra i 60.000 dollari non modifica, per ora, il quadro tecnico di breve periodo. Con la chiusura del trimestre fissata al 30 giugno, il mercato guarda alla capacità di difendere la soglia dei 60.000 dollari e alla possibile stabilizzazione delle criptovalute minori. La volatilità resta elevata, come già emerso nel recente approfondimento su Bitcoin sotto 60.000 dollari prima della maxi scadenza, e mantiene centrale la gestione del rischio per chi opera nel trading criptovalute.