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Bitcoin e S&P 500 letti contro M2: il segnale che preoccupa

Il rapporto tra Bitcoin e massa monetaria M2 mostra un possibile segnale ribassista, mentre l’S&P 500 resta vicino ai massimi di mercato.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Bitcoin e S&P 500 letti contro M2: il segnale che preoccupa

Bitcoin torna sotto osservazione non solo per il prezzo in dollari, ma per il confronto con la massa monetaria M2 degli Stati Uniti. CoinDesk ha riportato che il rapporto tra BTC e M2 sta mostrando un’impostazione tecnica potenzialmente ribassista, mentre il S&P 500 resta vicino ai massimi storici. Il prezzo di BTC scambia a 65.010,46 dollari, in calo dello 0,92% nelle ultime 24 ore, dopo essere sceso nettamente dal picco di 126.000 dollari indicato per ottobre 2025.

La lettura tradizionale dei grafici suggerisce una fase di debolezza ciclica, ma l’analisi corretta per la liquidità prova a misurare qualcosa di diverso: la capacità dell’asset di correre più velocemente dell’espansione del denaro. La M2 è una misura della Federal Reserve che include contante, depositi su conti correnti e di risparmio, fondi monetari e altri strumenti liquidi di breve periodo. CoinDesk ha indicato che alcuni osservatori considerano Bitcoin un barometro a beta elevato della liquidità in dollari, motivo per cui il rapporto BTC/M2 viene seguito come indicatore della forza reale del movimento.

Il punto centrale è il possibile schema a testa e spalle emerso sul rapporto BTC/M2 dopo la forte salita tra il 2023 e il 2025. Nell’analisi tecnica, questa configurazione viene spesso letta come un segnale di perdita di slancio; se confermata, suggerirebbe che il vantaggio esponenziale di Bitcoin rispetto alla crescita dell’offerta di moneta potrebbe essersi ridotto, almeno nel breve periodo. La questione è rilevante anche oltre il mercato delle criptovalute.

Se un asset storicamente sensibile alla liquidità fatica a sovraperformare la crescita della M2, il messaggio può estendersi agli attivi rischiosi, compreso l’azionario statunitense, dove il S&P 500 continua a muoversi in prossimità dei record nominali. Per chi segue il trading criptovalute, il confronto tra prezzo e liquidità diventa quindi un filtro aggiuntivo rispetto ai soli livelli grafici. Il tema si inserisce in una fase già segnata da flussi contrastanti sugli strumenti quotati.

Nei giorni scorsi il mercato aveva guardato agli ETF, con l’attenzione riaccesa da prodotti come BITA di BlackRock, raccontato nella nostra analisi su BlackRock e il nuovo ETF Bitcoin. Allo stesso tempo, il recupero di BTC dopo le tensioni geopolitiche era apparso fragile, come emerso nel nostro aggiornamento su BTC dopo la tregua e gli ETF. La lettura corretta per M2 può avere effetti anche sulle criptovalute a maggiore sensibilità ciclica.

Token come NEAR Protocol tendono a risentire delle aspettative sulla liquidità globale, perché gli investitori riducono spesso l’esposizione agli asset più volatili quando percepiscono un irrigidimento delle condizioni finanziarie. In questo contesto, il segnale su BTC/M2 non va letto come previsione automatica, ma come indicatore di rischio di mercato. Resta da verificare se il pattern tecnico verrà confermato o invalidato da un nuovo aumento della liquidità e da un ritorno della domanda sugli strumenti collegati a Bitcoin.

Anche il capitolo delle tesorerie aziendali resta centrale, dopo le recenti operazioni di Strategy e il dibattito sulle possibili vendite forzate, approfondito nel nostro articolo sugli alleati che frenano l’allarme su Strategy. Per ora il mercato sembra chiedere una prova più robusta: non basta più salire in dollari, bisogna farlo più velocemente della stampante monetaria.

Fonti - CoinDesk

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