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Firmus si allea con NVIDIA: cloud IA e ricavi fino a 30 miliardi

Firmus Technologies sigla un accordo con NVIDIA per servizi cloud IA basati sui chip del gruppo: ricavi attesi fino a 30 miliardi in sei anni.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Firmus si allea con NVIDIA: cloud IA e ricavi fino a 30 miliardi

L’accordo tra Firmus Technologies e NVIDIA rafforza il legame tra semiconduttori, centri dati e servizi cloud per l’intelligenza artificiale. La società australiana ha annunciato una partnership strategica pensata per offrire a nuove imprese del settore IA accesso a potenza di calcolo a costi più sostenibili. Firmus acquisterà infrastruttura tecnologica del gruppo statunitense e venderà servizi cloud basati su hardware NVIDIA a clienti specializzati nell’IA e ad altre imprese.

L’intesa prevede per il produttore di chip sia ricavi da prodotti sia una quota dei ricavi generati dai servizi cloud venduti da Firmus. Il dato più rilevante riguarda le attese economiche comunicate dalla società australiana: Firmus stima fino a 30 miliardi di dollari di ricavi nei primi sei anni dell’accordo, sulla base degli impegni dei clienti. Si tratta di una previsione legata alla domanda già indicata dalla società e non di un risultato acquisito, ma il numero conferma la scala ormai raggiunta dagli investimenti in calcolo per l’IA.

La notizia arriva in una fase in cui Wall Street continua a misurare quanto la domanda di chip, energia e infrastrutture cloud possa sostenere le valutazioni del comparto tecnologico. Il tema è lo stesso che ha riportato al centro del mercato anche i concorrenti, come nella nostra analisi su AMD e il dibattito riacceso dall’IA, dove la crescita attesa dei carichi di lavoro resta il principale argomento a favore del settore. Per NVIDIA, l’intesa con Firmus aggiunge un ulteriore canale commerciale oltre alla vendita diretta di processori grafici e sistemi per centri dati.

Il modello delineato dalla partnership sposta una parte del valore anche sui servizi ricorrenti, perché la società non incasserebbe soltanto dalla fornitura dell’infrastruttura ma parteciperebbe anche ai ricavi cloud generati dalla capacità installata. Il mercato, tuttavia, osserva con crescente attenzione anche il lato dei costi. Nei giorni scorsi abbiamo evidenziato come il rischio legato alle spese per l’IA stia diventando un elemento centrale per valutare la sostenibilità della corsa agli investimenti, soprattutto quando i clienti devono trasformare potenza di calcolo in margini e flussi di cassa.

Il caso Firmus si inserisce inoltre nella competizione più ampia per costruire centri dati ad alte prestazioni, un fronte che coinvolge fornitori di chip, operatori cloud e società di sicurezza. Non a caso, anche il recente accordo su Check Point e Amazon Bedrock AgentCore mostra come l’ecosistema IA stia andando oltre i semiconduttori, includendo software, sicurezza e gestione degli agenti intelligenti. Per gli investitori, il punto non è solo la dimensione potenziale dell’accordo, ma la capacità di convertirlo in ricavi effettivi lungo più esercizi.

Le azioni NVIDIA restano uno dei barometri principali dell’intero tema IA, mentre il settore dei semiconduttori continua a pesare nelle valutazioni sulle migliori azioni da comprare per chi segue la tecnologia a Wall Street.

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